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Source
Trophyhunt
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about 3 hours ago
Description
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Il volume fa parte di una collana, intitolata “Fauna selvatica – biologia e gestione”, avente ad oggetto le principali specie di interesse venatorio.
Sono previste 13 monografie (di cui una dedicata ai più diffusi predatori, che rivestono un ruolo determinante nell’equilibrio ambientale) scientificamente aggiornate, scritte dai più autorevoli esperti italiani, rivolte a tecnici faunistici, cacciatori, studenti e semplici appassionati.
I testi sono impreziositi da immagini inedite e da accurate tavole a tratto e a colori realizzate appositamente, in grado di svelare gli aspetti più nascosti della biologia e del comportamento dell’animale trattato.
Questa pubblicazione affronta con rigore scientifico, ma con linguaggio semplice e preciso, la trattazione dell’ungulato italiano più diffuso e numeroso: il cinghiale.
Il comportamento, i segni di presenza, l’alimentazione, la riproduzione e la gestione sono alcuni degli argomenti attraverso i quali gli Autori ci guidano alla scoperta di questo animale sorprendente e sul quale sembra davvero impossibile una “pace sociale”. I dati contenuti nel libro svelano infatti quanto sia problematica la gestione del cinghiale nei diversi contesti del nostro Paese e quanto si debba ancora fare per ottenere un quadro completo sulla popolazione italiana.
L’importanza di effettuare comunque i censimenti, di incrementare le catture a fine di studio, l’utilizzo di tecniche di caccia meno invasive e soprattutto il grande ruolo del controllo, diretto e indiretto, sono la via indicata dagli Autori per una corretta gestione di questa specie.
GLI AUTORI
Andrea Marsan vive a Genova, dove nel 1985 si è laureato in Scienze Biologiche. La sua attività di zoologo è principalmente legata alla conservazione e alla gestione della fauna selvatica, soprattutto con riferimento ai grandi Mammiferi. Presta la sua opera presso Parchi nazionali e regionali, dove svolge attività di salvaguardia delle residue attività agricole dai danni prodotti dal cinghiale, mentre, per il restante territorio, i suoi studi e i suoi interventi riguardano principalmente il daino e il capriolo e la loro gestione conservativa. Da oltre venticinque anni collabora con l’Università di Genova per la quale svolge ricerche sui Mammiferi selvatici e dove insegna “Zoologia applicata in ambiente terrestre”.
Stefano Mattioli vive tra Bologna, Lussemburgo e Varsavia. Nel 1988 si è laureato in Scienze Biologiche all’Università di Parma e nel 1997 ha conseguito il dottorato di ricerca in Gestione Faunistica presso l’Università di Agricoltura di Varsavia. Dal 1992 collabora con l’attuale Unità di Ricerca di Ecologia Comportamentale, Etologia e Gestione della Fauna dell’Università di Siena. Come zoologo libero professionista si occupa soprattutto di biologia della conservazione e di gestione faunistico venatoria applicata agli Ungulati. In particolare si è dedicato alla salvaguardia del cervo della Mesola, del cervo sardo e del capriolo italico e segue la gestione di cervo, daino e capriolo nell’Appennino settentrionale.
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