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Bellissimo fucile Martini-Henry MKIV – Cal.577/450. originale – Arma del 1887 – Arsenal di Enfield – Impero britannico vittoriano – Raro in questo stato – TBE++

≈ 1.057 CHF
Prezzo dal rivenditore: 1.150 €. Convertito al tasso BCE del 02 novembre 2026.
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75002 Paris, Francia
19
ID: 10338708
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Flingus Maximus
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Francese
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Fonte
Flingus Maximus
Ultimo aggiornamento
circa 16 ore fa

Descrizione

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Molto bello e raro in queste condizioni, fucile britannico Martini-Henry nel suo calibro originale .577/.450 (11,5mm). L’arma è uscita dall’Arsenale di Enfield nel 1887 ed è stata ritirata dal servizio nel… 1906.

Il Martini-Henry è un’arma emblematica, per non dire mitica, del periodo più glorioso dell’Impero britannico in epoca vittoriana.

Quest’arma funziona con un blocco basculante progettato dallo svizzero Friedrich Von Martini. Nell’aspetto è simile al fucile americano Peabody, ma Martini ebbe l’idea di collegare l’armamento del percussore interno al movimento della leva sotto il ponticello, mentre sul Peabody il soldato doveva anche armare il cane dopo aver ricaricato e prima di sparare. Come sul nostro fucile nazionale Chassepot.

Questo meccanismo semplice, innovativo e affidabile era abbinato a un’eccellente canna di calibro 45, con sette rigature doppie o a bordi, progettata dall’ingegnere scozzese Henry e particolarmente adatta alla polvere nera. Da qui l’ottima reputazione che queste armi conservano ancora nei nostri poligoni di tiro a polvere nera in Francia.

Il risultato di questa innovazione? Una cadenza di tiro di 12 colpi al minuto con un’arma molto precisa, micidiale a 400 m e con una gittata massima di 1700, ricordata ancora dagli Zulu e dagli altri mahdisti sudanesi di Omdurman. Hollywood ha realizzato qualche bel film…

Il nostro esemplare del 1887 è ben rappresentativo di questo periodo: reca anche il marchio della Corona britannica con il monogramma «V . R» della regina Victoria, per «Victoria Regina». È in ottime condizioni «++», soprattutto se si pensa a ciò che deve aver visto in 135 anni…

Legno: ottime condizioni, con molti meno segni d’uso rispetto agli esemplari abituali: davvero eccezionale rispetto alla norma, soprattutto sul fusto e sul bocchino. Ottime marcature inglesi e nepalesi, ben visibili e nitide; si intravede ancora il resto del marchio originale. Numero e timbro britannico di trasferimento del 1900, poi quello di ritiro dal servizio del 1906, ben leggibili sul calcio.

A mio parere, assegnato ai Gurkha in base al timbro (Gorakhnath? Ma confesso di non saper leggere il nepalese!). Nel complesso, più che molto bello. Molto meglio del 95% di quelli che ho visto in vendita negli ultimi anni.

Parti metalliche in condizioni eccellenti, con il 95% della brunitura originale. Tutti i punzoni sono belli, nitidi e ben leggibili. Nessuna vaiolatura o effetto buccia d’arancia su questo esemplare (è molto raro per questo modello coloniale, che ha viaggiato in ogni clima).

Soprattutto, i punzoni inglesi sono tutti omogenei tra le guarnizioni. Le viti sono in ottime condizioni. L’arma non è stata manomessa né completata con pezzi di ricambio. Nessuna marcatura diversa da quelle inglesi sulle parti metalliche, compreso il ponticello: cosa rara.

Sul castello è ben marcato il modello «MK IV.1.» e tutto è ben leggibile. La bacchetta originale è presente, con tutte le sue belle marcature inglesi; non è ossidata.

Ha conservato tutte le marcature britanniche sul legno e sul metallo. Nessuna è stata raschiata per cancellarla, come spesso accade.

Le condizioni meccaniche sono eccellenti: il meccanismo dell’otturatore funziona perfettamente; le parti sono ben accoppiate e senza gioco. Merita solo una bella pulizia, perché per il resto è molto pulito.

La percussione è netta e decisa; tutte le molle sono robuste. Nessun gioco. Eccellenti condizioni meccaniche.

Anche la canna è in eccellenti condizioni e presenta tutte le sue rigature «a bordi», tipiche di quest’arma. Sono ben marcate fino alla volata, nitidissime e senza ossidazione; sono certo che una rapida pulizia le renderà a specchio! È molto raro per queste armi, che hanno prestato servizio a lungo nelle colonie.

Ha conservato il suo attacco per la baionetta.

La maggior parte di queste armi ha prestato servizio nell’Impero (India, Nepal, Afghanistan, Indonesia, Cina, Sudafrica…) come arma di riserva dopo essere stata ritirata dalla prima linea dell’esercito britannico, e vi è rimasta: da qui le marcature straniere che hanno sostituito quelle britanniche
iche e le loro condizioni spesso pietose. Il nostro esemplare si è salvato. È un miracolato.

Va pulito, ma è davvero molto bello. E non è facile trovarne uno.

Il Martini Henry è un’arma leggendaria nella storia delle armi, per il suo meccanismo e il suo destino. Ha prestato servizio durante le due guerre anglo-afghane, la guerra anglo-zulu, la rivolta dei Mahdisti in Sudan; ha sostenuto Gordon nella Khartoum assediata, ha sedato le rivolte in Cina, Birmania e India e ha continuato a essere utilizzato durante le due guerre boere, fino al 1901. È l’arma più citata nei racconti di Kipling ed è quella de «L’uomo che volle farsi re», con Sean Connery e Michael Caine…

È un intero capitolo della storia della Gran Bretagna e del suo Impero.

E questo buon vecchio «Martini» è ancora «in movimento»: che ci crediate o no, nel 2011 dei marines americani ne hanno trovati addirittura tre in un nascondiglio talebano a Marjah, nel sud del Paese… «Old soldiers never die!», come dicono gli inglesi!

Pochi sono tornati dall’Impero in buone condizioni e l’arma è diventata piuttosto rara. La nostra, inoltre, è in condizioni generali eccellenti per un’arma che ha prestato servizio a lungo oltremare.

Sarà un’aggiunta davvero bella, non facile da trovare in queste condizioni e con questa omogeneità, per un collezionista di armi regolamentari europee o per un appassionato di avancarica che desidera un’arma molto bella; un’arma leggendaria quanto il Chassepot o il Lebel da noi. Un pezzo eccellente.

 

 

Arma di categoria D ai sensi del CSI: vendita riservata ai maggiorenni; è obbligatorio presentare un documento d’identità valido, carta d’identità o passaporto.

Promemoria: tutte le armi da collezione, da caccia e da tiro sono usate e vendute nello stato in cui si trovano, senza garanzia.

Tutte le armi storiche di fabbricazione antica vendute come categoria C o D, «Collezione» o «Cow-boy shooting», sono armi da collezione non sottoposte a prova per il tiro e non testate al poligono. Sono state ispezionate visivamente per valutarne le condizioni generali, ma nessuna è stata utilizzata per il tiro e vengono quindi vendute come non testate. Chi desidera utilizzare un’arma per il tiro deve rivolgersi preventivamente al Banco Nazionale di Prova di Saint-Étienne, unico ente autorizzato a rilasciare certificazioni di prova preliminari all’uso per il tiro. (Mostra la descrizione in lingua originale)
Très beau et peu courant dans cet état fusil britannique Martiny-Henry dans son bon calibre .577/.450 (11,5mm) d’origine. l‘arme est sortie de l’Arsenal d’Enfield en 1887 et réformée en… 1906.

Le Martiny-Henry est une arme emblématique, pour ne pas dire mythique, de la période la plus glorieuse de l’Empire britannique en son ère victorienne.

Cette arme fonctionne autour d’un bloc pivotant conçu par le Suisse Friedrich Von Martini  Elle est proche en apparence de celle du fusil Peabody américain mais Martini a eu l’idée de lier l’armement du percuteur interne au mouvement du levier de sous-garde alors que sur le Peabody le soldat devait en plus armer le chien après avoir rechargé et avant de tirer. Comme sur notre national fusil Chassepot.

Ce mécanisme simple, novateur et fiable s’alliait à un excellent canon de calibre 45, à sept rayures doubles ou à bordure, conçu par l’ingénieur écossais Henry et particulièrement bien adapté à la poudre noire. D’où la l’encore excellente réputation de ces armes sur nos  stand de tir à poudreux de l’hexagone.

Résultat de cette innovation ? Une cadence de tir de 12 coups minutes dans une arme très précise, redoutable à 400 m et de portée maximale à 1700,  dont se souviennent encore zoulous et autres madhistes soudanais d’Ondourman. Hollywood a fait quelques bons films…

 

Notre exemplaire de 1887 et bien représentatif de cette période – il est d’ailleurs marqué de la Couronne Britannique avec le monogramme « V . R » de la reine Victoria pour « Victoria Regina ». Il est en très bon état « ++ »;  surtout si l’on pense à ce qu’il a du voir en 135 ans….

Bois : TBE avec beaucoup moins de traces de manipulation que sur les exemplaires habituels – vraiment exceptionnel par rapport à la norme surtout en fut et en embouchoir – Très bon marquages anglais et népalais bien visibles et bien nets- reste de macaron d’origine encore devinable  – Numéro et tampon de transfert britannique de 1900  puis de réforme de 1906 bien lisibles sur la crosse.

Pour moi attribution aux Gurkhas au vu du tampon (Gorakhnath ? mais j’avoue ne pas lire le népalais dans le texte!)   Globalement plus que très très beaux. Bien meilleurs que 95% que ceux que j’ai vu en vente ces dernières années.

Parties métalliques en TTBE avec 95% de son bon bronzage d’origine – tous les poinçons sont beaux, nets et bien lisibles – Aucune piqure peau d’orange sur cet exemplaire (c’est très rare sur ce modèle très colonial ayant trainé sous tous les climats).

Surtout les poinçons anglais sont bien tous homogènes entre les garnitures. Les vis sont en très bon état. L’arme n’a pas été bricolée/recomplétée. Pas de marquages autre qu’anglais en pièces métallique y compris en pontet ce qui est rare.

Il est bien marqué du modèle « MK IV.1. sur le boitier et tout est bien lisible. La baguette d’origine est bien présente avec tous ses beaux marquages anglais – pas oxydée non plus.

Il a conservé tout ses marquages britanniques bois et métal. Aucun n’a été gratté pour être effacé comme c’est souvent le cas.

L’état mécanique est excellent – le mécanisme de culasse fonctionne parfaitement – Les pièces sont bien ajustées et sans jeu. Il mérite juste un bon décrassage car pour le reste rien à faire il est très propre.

La percussion est franche et nette – tous les ressorts sont fermes – Aucun jeu.  Excellent état mécanique.

Le canon en excellent état aussi qui possède bien toutes ses rayures « à bordures » typique de cette arme. Elle sont  bien marquées jusqu’au bout du canon, ultra nettes sans oxydation et je suis sûr qu’un rapide nettoyage les rendra miroir ! Très rare sur ces armes qui ont servi aux colonies longtemps

Il a conservé son tenon de baïonnette.

La plupart de ces armes ont servi dans l’Empire (Inde, Népal, Afghanistan, Indonésie, Chine, Afrique du Sud ….) en arme de réserve après son dé commissionnement de la première ligne dans l’armée britannique et ils y sont restés – d’où leurs marquages étrangers qui ont remplacé les britanniques et leur état souvent pitoyable. Notre exemplaire en a réchappé. C’est un miraculé.

Il est à nettoyer mais il est réellement très beau. Et c’est peu courant.

Le Martini Henry est une arme mythique de l’Histoire de l’armement par son mécanisme et sa destinée. Elle a servi durant les deux guerres anglo-afghanes, la guerre anglo-zoulou, la révolte des Madhistes au Soudan, elle a soutenue Gordon dans Khartoum assiégée, elle a maté les révoltes en Chine, en Birmanie et en Inde et elle a encore servi lors des deux guerres des Boers jusque 1901. C’est l’arme la plus citée dans les récits de Kipling et c’est celle de « l’Homme qui voulait être Roi » avec Sean Connery et Michael Caine…

C’est un pan complet de l’Histoire de la Grande-Bretagne et de son Empire.

Et il « bouge » encore ce bon vieux « Martini » : croyez le ou pas mais, en 2011, des marines américains en ont trouvés encore trois dans une cache talibane à Marjah dans le sud du pays… « Old soldiers never die ! » comme disent les british !

Très peu sont revenus en bon état de l’Empire et l’arme est devenue somme toute assez peu courante. La notre est en plus dans un excellent état général pour une arme qui a servi longtemps outre-mer.

Elle sera une très belle addition pas si facile à trouver dans cet état et cette homogénéité pour un collectionneur d’armes réglementaires européennes ou pour un ami poudreux voulant une très belle arme; une arme aussi mythique que le Chassepot ou le Lebel chez nous. Très bonne pièce.

 

 

Arme de catégorie D au CSI : vente réservée aux majeurs, pièce d’identité, CNI ou passeport, en cours de validité obligatoire

Rappel : Toutes les armes de collection, de chasse, et de tir sont d’occasion et sont vendues dans l’état, sans garantie.

Toutes les armes historiques de fabrication ancienne vendues en tant que C ou D, “Collection” ou “Cow-boy shooting” , sont des armes de collection non éprouvées pour le tir et non  testées en stand. Elles ont été inspectées visuellement relativement à leur état général  mais aucune n’a été utilisée au tir et elle sont donc vendues comme non testées. L’acquéreur désirant utiliser une arme pour le tir devra impérativement se rapprocher préalablement du banc National d’Épreuve de Saint Étienne, seule entité habilitée à délivrer des certifications d’épreuves préalable à un usage de tir.