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Buon revolver standard Modello 1873 – calibro 11mm73 – completamente monomatricolato – Ancora giallo paglia – MAS nel 1878 – Buona meccanica, bel canna e belle camere – BE

≈ 690 CHF
Prezzo dal rivenditore: 750 €. Convertito al tasso BCE del 30 ottobre 2026.
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75002 Paris, Francia
4
ID: 10338641
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Il venditore
Flingus Maximus
Rivenditore

Dettagli

Lingua originale
Francese
Categoria
Autorizzazione all'acquisto
Obbligatorio - Cosa posso acquistare?
Calibro
11mm73
Condizione
Nuovo
Posizione
🇫🇷 75002 Paris, Francia
Disponibilità
non disponibile

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Fonte
Flingus Maximus
Ultimo aggiornamento
circa 17 ore fa

Descrizione

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Il revolver francese 1873 è un’arma eccezionale. Molto più performante del suo collega americano Colt SAA 1873, nato proprio nello stesso anno e star indiscussa del western, reso popolare ad nauseam da Hollywood e… che, invece, fa sembrare un’antiquità armiera il nostro 1873.

Innanzitutto, il nostro è a doppia e singola azione, mentre il suo omologo statunitense è solo a singola azione: si smonta facilmente, ha una finitura perfetta ed è di una robustezza a tutta prova. Altrettanti vantaggi schiaccianti sul Colt SAA del 1873. Solo la sua cartuccia avrebbe meritato di meglio. Ma l’arma non c’entra affatto. Per la sua epoca è eccezionale sotto ogni punto di vista. Una realizzazione del genio armiero francese.

La sua unica sfortuna fu la cartuccia balisticamente debole (la 12mm scelta dalla Marina per lo stesso modello è decisamente migliore). Avrebbe potuto essere sostituita facilmente, se non fosse stato per il carattere casalingo e ottuso della Commissione d’Artiglieria.

Ma soprattutto, soprattutto, il nostro 1873 non è stato reso famoso in tutto il mondo da un’industria cinematografica onnipotente…

Va notato che, come per il suo successore del 1892, non ho mai letto racconti o memorie in cui ci si lamentasse della debolezza della sua cartuccia in operazioni.

I sostenitori della potenza al poligono, già responsabili dell’eccessiva potenza delle attuali munizioni commerciali, soprattutto per le armi corte, dimenticano semplicemente che un revolver o una pistola da combattimento serve a ingaggiare un «tizio» un po’ agitato a una distanza compresa tra 1 e 5 metri. Forse 7 nei giorni migliori e se si è già un tiratore tipo GIGN. Oppure a convincere il cavallo del suddetto agitato a sdraiarsi all’istante.

Non ha proprio nulla a che vedere con il bucare cartoncini neri a 25 metri con un bel Tanfo impossibile da perdere di notte sotto la pioggia nel parcheggio, perché fornito con guancette arancioni fluorescenti…

L’enorme palla di piombo tenero (che si frammenta meccanicamente all’impatto, tipo dum-dum), anche spinta a soli 200m/s a queste distanze, probabilmente non ha lasciato molti dei nostri nemici, a tutte le latitudini, prolungare indebitamente la loro agitazione.

Altrimenti ne avremmo sicuramente sentito parlare nelle innumerevoli memorie dell’epoca. E sorvolo sulle conseguenze batteriologiche della lubrificazione con grasso animale nelle ferite già orribili per gli eventuali sopravvissuti al primo assalto…

Insomma, il 1873 è in realtà un’arma formidabile, perfettamente adatta al suo impiego storico.

Arma a polvere nera, la sua solidità è tuttavia quasi leggendaria.

Durante la Seconda guerra mondiale, essendo l’unica arma corta di grosso calibro davvero disponibile in gran numero in moltissime case, alcuni resistenti hanno persino alesato leggermente le camere per sparare… cartucce .45 ACP a polvere infume nelle loro operazioni di assassinio!

È una follia pura, da non fare mai. Ma il più delle volte il nostro 73 ha davvero retto a questo estremo picco di pressione. Forse non avrebbe retto a una serie lunga di colpi, ma questo dimostra comunque la sua stupefacente robustezza.

E poi è anche un revolver che ha conquistato il mondo.

Ha vinto dal Senegal al Tonchino. Ha viaggiato dalle colonie penali della Guyana fino ai confini del Mar Rosso. Un’arma leggendaria dell’Impero francese. È rimasto in servizio a lungo, è tornato in servizio nel 14-18 nelle fondine di numerosi riservisti e lo si trovava ancora nelle carceri negli anni ’60.

Arma d’arsenale, le sue finiture sono tuttavia degne dell’artigianato di alta precisione. Una splendida produzione d’arsenale, realizzata con i migliori acciai forgiati. Saranno eguagliate solo dal suo successore, il 1892. Un’arma leggendaria anche dal punto di vista tecnico.

È senza dubbio per tutto questo che il 1873 è ancora così ricercato dai collezionisti al giorno d’oggi.

Il nostro esemplare è un classico revolver d’ordinanza modello MAS 1873, con data 1878 sulla canna, in calibro d’ordinanza 11 mm 1873, capacità di 6 colpi, a singola e doppia azione. È nato alla Manufacture de St Étienne, come tutti i suoi fratelli e cugini per ufficiali
1874. Anche i piccoli marinai.

Non è il più bello del quartiere (lo sono io!), ma è molto presentabile.

L’arma presenta ossidazione superficiale e merita ancora una pulita. Tuttavia, punzoni e marcature sono ancora ben leggibili ovunque, cosa tutt’altro che scontata per la maggior parte degli esemplari che mi capita di vedere. Conserva persino ancora un po’ della sua brunitura giallo paglierino originale, anche sulle parti interne.

Inoltre, è interamente monomatricola, il che non guasta. Fino alle guancette del calcio!

Meccanica in buono stato. Buon clic: tutte le molle sono robuste, l’indicizzazione è corretta e non c’è gioco a cane abbattuto. Tutte le viti sono in ottimo stato, sia per lo smontaggio sia perché sono al numero di matricola. Lo stesso vale per le guancette (senza crepe né rotture).

Meccanismo completo e funzionante, con tutte le parti interne originali e dello stesso numero di matricola. Nessun gioco eccessivo dovuto all’uso. Smontaggio facile e scorrevole.

La canna, nonostante qualche macchia, è davvero a specchio, con rigature molto belle e ancora profonde. Canna in ottimo stato. È raro trovarne una in condizioni così buone sui modelli 1873, anche quando l’esterno è in condizioni migliori!

Anche il tamburo è in ottimo stato e le camere sono più che pulite per un’arma che ha ormai più di 147 anni…

Un’arma davvero bella dal punto di vista meccanico.

Merita uno smontaggio e una pulizia completa (e delicata!), perché è ancora un po’ «sporca»; dopo sarà ancora meglio!

In definitiva, un buon revolver, il cui stato di conservazione avrebbe potuto essere migliore: è l’unico motivo che giustifica questo prezzo, perché per il resto è eccellente. Direi in buone condizioni generali. Il MAS 1873 è un classico in ogni buona collezione di armi d’ordinanza francesi del XIX secolo.

È il revolver dell’espansione dell’Impero coloniale francese. Dal Tonchino al Sudan, ha portato lontano i nostri colori. Soddisferà tanto un collezionista appassionato di storia ed esigente quanto un eventuale tiratore sportivo con armi antiche. Un bell’esemplare.

Arma di categoria D e) ai sensi del CSI: è obbligatorio presentare una carta d’identità o un passaporto in corso di validità.

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Le révolver français 1873 est une arme exceptionnelle. Bien plus performant que son collègue américain le Colt SAA 1873, né pourtant la même année que lui et star incontestée du western, popularisé ad nauseum par Hollywood et … qui fait pourtant figure d’antiquité armurière à coté de notre 1873 à nous.

Déjà, le notre est double et simple action quand son confrère US n’est que simple action – son démontage est aisé, sa finition parfaite et il est d’une robustesse à toute épreuve. Autant d’avantages écrasants sur le Colt SAA de 1873. Seule sa munition aurait mérité mieux. Mais l’arme n’est pas du tout en cause. Elle est exceptionnelle pour son époque à tous points de vues. Une réalisation du génie armurier français.

Son seul malheur fut sa cartouche balistiquement faible (la 12mm choisie par la Marine pour le même modèle est bien meilleure). Elle aurait pu être facilement remplacée sans le caractère casanier et borné de la Commission d’Artillerie.

Mais surtout, surtout, notre 1873 n’a pas été popularisé mondialement par une industrie cinématographique toute puissante…

Notez bien que, comme pour son successeur de 1892,  je n’ai jamais lu de récit ou de mémoires se plaignant de la faiblesse de sa cartouche en opérations.

Les thuriféraires en stand de la puissance, déjà responsables de la trop grande puissance des munitions du commerce actuelles surtout en poing, oublient juste qu’un révolver ou pistolet de combat c’est fait pour engager un « gugus » un peu agité entre 1 et 5 mètres. 7 peut-être les grands jours et en étant déjà un tireur type GIGN. Ou encore pour convaincre le cheval du dit agité de se coucher illico.

Rien à voir du tout avec percer du carton noir à 25 mètres avec un beau Tanfo imperdable la nuit sous la pluie du parking car livré en version plaquettes orange fluo…

L’énorme boulet de plomb mou (qui mécaniquement se fragmente à l’impact façon doum-doum), même poussé à 200m/s seulement à ces distances, n’a sans doute pas laissé beaucoup de nos ennemis, sous toutes les latitudes, prolonger indûment leur agitation.

Sinon on en aurait sûrement entendu parlé dans les innombrables mémoires de l’époque. Et je vous passe les conséquences bactériologiques de son graissage à la graisse animale dans des plaies déjà affreuses pour les éventuels survivants du premier assaut…

Bref. Le 1873 est en fait une arme redoutable parfaitement adaptée à son usage historique.

Arme à poudre noire, sa solidité est néanmoins proche du légendaire.

Pendant la seconde guerre mondiale, seule arme de poing véritablement de gros calibre disponible en grand nombre dans de très nombreux foyers, des résistants ont même légèrement réalésé ses chambres pour qu’il tire…. de la 45ACP à poudre vive pour leurs opérations d’assassinat !

C’est une folie pure qu’il ne faut jamais faire. Mais le plus souvent, notre 73 a bel et bien tenu à ce choc extrême de pression. Il ne l’aurait peut-être pas tenu sur une série importante de coups mais c’est dire quand même sa stupéfiante robustesse.

Et puis c’est aussi un révolver qui a conquis le monde.

Il a vaincu du Sénégal au Tonkin. Il a voyagé des bagnes de Guyane jusqu’au confins de la mer Rouge. Une arme de légende de l’Empire Français. Il a servi longtemps, a repris du service en 14-18 dans l’étui de nombreux réservistes, et on l’a trouvé jusque dans les années 1960 dans les prisons.

Arme d’arsenal, ses finitions sont néanmoins dignes de l’artisanat de pointe. Superbe fabrication d’arsenal des meilleurs aciers forgés. Elles ne seront égalées que par son successeur le 1892. Une arme de légende au plan technique aussi.

C’est sans doute pour tout cela que le 1873 est encore si recherché par les collectionneurs de nos jours.

 

Notre exemplaire est un classique revolver réglementaire modèle MAS 1873, daté de 1878 en canon, en calibre réglementaire 11 mm 1873, capacité 6 coups en simple et double action. Il est né à la Manufacture de St Étienne comme tous ses frères et cousins pour officiers 1874. Petits marins compris.

Ce n’est pas le plus beau du quartier (c’est moi!) mais il est très présentable.

L’arme a été oxydée en surface et mérite encore un nettoyage.  Mais il est encore bien lisible de partout dans ses poinçons et marquages ce qui loin d’être le cas de la majorité de ceux que je vois passer. Il conserve même encore un peu de son jaune paille d’origine en plus et y compris sur les pièces interne.

Il est, de plus, intégralement mono matricule ce qui ne gâte rien. Et jusqu’au plaquettes de crosse !

Bonne mécanique. Bon cliquetis – tous ressorts fermes – bonne indexation – et jeu nul à l’abattu – Vis toutes en très bon état de démontage en plus d’être au numéro. Plaquettes idem (ni fêlures ni cassures).

Mécanisme complet et fonctionnel avec toutes pièces internes d’origine et au même numéro aussi – Aucun entrefer d’usage excessif. Démontage aisé et fluide.

Le canon, en dépit de quelques tâches, est véritablement miroir avec de très belles rayures encore bien profondes. Très bon canon. On les voit rarement en aussi bon état sur les 1873 même en meilleur état extérieur !

Le barillet est en très bon état aussi et les chambres sont plus que propres pour une arme de plus de 147 ans désormais…

Très belle arme au plan mécanique donc.

Il mérite un démontage / nettoyage intégral (et délicat!), car il est encore un peu « crado », et il sera encore mieux!

In fine un bon revolver dans un état de conservation qui aurait pu être meilleur et qui seul justifie ce prix car pour le reste il est excellent. Bon état global dirais-je. Le MAS 1873 est un classique dans toute bonne collection d’armes réglementaires françaises du XIXème.

C’est le revolver de la création de l’Empire colonial français. Du Tonkin au Soudan, il a porté loin nos couleurs. Il satisfera tout autant un collectionneur fan d’Histoire et exigeant qu’un éventuel tireur sportif à l arme ancienne. Bonne pièce.

 

Arme de catégorie D e) au CSI : CNI ou passeport en cours de validité obligatoire.

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